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	<title>chirurgia Archivi - Fabia Mater</title>
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	<description>Una Clinica del Gruppo Guarnieri</description>
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		<title>Endometriosi: che cos’è e come si cura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 09:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’endometriosi è una patologia ginecologica che può condizionare negativamente la qualità della vita di una donna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabiamater.it/endometriosi-che-cose-e-come-si-cura/">Endometriosi: che cos’è e come si cura</a> proviene da <a href="https://www.fabiamater.it">Fabia Mater</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’endometriosi è una patologia benigna che colpisce il 10% della popolazione femminile in età fertile.</p>
<p>La Dott.ssa Iacovelli, specialista in <a href="https://www.fabiamater.it/clinica/ginecologia-dott-ssa-iacovelli/">ginecologia</a> e oncologia della Clinica Fabia Mater, ci spiega cosa c’è da sapere su questa patologia.</p>
<p>L’endometriosi  è una condizione è tipica del periodo riproduttivo, essendo inesistente prima della pubertà e rarissima dopo la menopausa”.</p>





<h2 class="wp-block-heading">Endometriosi: cause e sintomi</h2>
<p>In Italia, colpisce il 10-15% delle donne in età fertile, con una stima complessiva di almeno tre milioni di donne che ne soffrono. La fascia di età più colpita è tra i 25 e i 35 anni, ma può interessare anche donne più giovani”.</p>
<p>La causa principale riconosciuta consiste nella mestruazione retrograda, una situazione in cui il ciclo mestruale si muove nella direzione opposta attraverso le tube uterine e si diffonde all’interno del peritoneo e nelle aree circostanti l’utero e l’ovaio. Tuttavia, la mestruazione retrograda da sola non spiega tutti i casi di endometriosi; intervengono anche fattori come il sistema immunitario, l’infiammazione e la predisposizione genetica, spiega il medico.</p>
<p>Le aree del corpo colpite possono variare: “Di solito, l’endometriosi si localizza nella cavità pelvica, con maggiore frequenza su ovaie e peritoneo. Molte volte, le lesioni endometriosiche possono coesistere anche su altri organi”.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Come si diagnostica?</h2>
<p>La tendenza delle donne a sottovalutare il dolore pelvico e a considerarlo come qualcosa di normale, insieme alla difficoltà nel riconoscere e inquadrare i sintomi, è una delle ragioni principali per cui l’endometriosi spesso viene diagnosticata in ritardo. Questo ritardo nella diagnosi può comportare un prolungato disagio fisico e psicologico per le donne che ne soffrono.</p>
<p>Il primo passo essenziale consiste nell’effettuare un dettagliato colloquio medico. Il medico specialista in ginecologia, ascoltando attentamente quanto riferito dalla paziente, deve essere in grado di identificare gli indizi e quindi procedere con esami mirati:</p>
<ul>
<li>una visita ginecologica approfondita;</li>
<li>un’ecografia transvaginale,</li>
<li>che può rivelare la presenza di tessuti anomali o cisti. La Dott.ssa Iacovelli specifica che è importante notare che al momento attuale non esiste una cura definitiva per questa condizione. Di conseguenza, il trattamento, adattato alle esigenze individuali di ciascuna paziente, ha l’obiettivo di:</li>
<li>Arrestare la progressione della patologia;</li>
<li>Ridurre l’intensità dei sintomi;</li>
<li>Preservare la fertilità.</li>
</ul>
<h2 class="wp-block-heading">Come si interviene?</h2>
<p>Per trattare l’endometriosi, esistono diverse opzioni terapeutiche che possono variare in base allo stadio e alla gravità dei sintomi della malattia. Queste opzioni comprendono:</p>
<ol>
<li><strong>Controllo Clinico</strong>: se l’endometriosi è in fase iniziale e la paziente è asintomatica o ha solo piccoli noduli di endometriosi sulle ovaie o nel peritoneo, può essere scelta un’opzione di monitoraggio e attesa.</li>
<li><strong>Terapie Farmacologiche</strong>: quando i sintomi, come il dolore durante il ciclo mestruale, sono evidenti, è possibile ricorrere a trattamenti farmacologici. Questi trattamenti non curano la malattia, ma gestiscono i sintomi e migliorano la qualità della vita delle pazienti. Solitamente, si utilizzano farmaci a base di progesterone o associazioni di estrogeni e progestinici (come la pillola anticoncezionale). Questi farmaci possono essere utilizzati a lungo termine per alleviare il dolore e i sintomi.</li>
<li><strong>Trattamento Chirurgico</strong>: in alcuni casi, soprattutto quando l’endometriosi è avanzata o non risponde ai trattamenti farmacologici, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti endometriosici. Questo tipo di chirurgia può essere eseguito in diversi modi, tra cui l’escissione laparoscopica dei noduli endometriosici o, in casi più gravi, una laparotomia.</li>
</ol>
<p>La scelta del trattamento dipende dalla gravità della condizione e dai sintomi specifici della paziente. È importante discutere le opzioni con un medico specialista in ginecologia per sviluppare un piano di trattamento personalizzato.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Endometriosi e chirurgia</h2>
<p>L’opzione chirurgica per trattare l’endometriosi deve essere attentamente considerata e valutata caso per caso. Le indicazioni attuali suggeriscono di considerare l’intervento chirurgico solo quando non ci sono alternative efficaci.</p>
<p>La chirurgia può comportare alcuni effetti collaterali significativi, specialmente se non viene eseguita correttamente. Questi effetti collaterali possono influire sulla fertilità della donna a causa della riduzione della riserva ovarica o di alterazioni nella vascolarizzazione dell’organo operato, che possono ridurne la funzione. Durante la rimozione del tessuto endometriosico, è possibile danneggiare anche il tessuto sano, il che è particolarmente critico quando si tratta di ovaie.</p>
<p>La laparoscopia è considerata la tecnica chirurgica di riferimento per l’endometriosi, ma deve essere eseguita da chirurghi esperti che tengono a cuore la salute riproduttiva della paziente e seguono procedure chirurgiche corrette. Ad esempio, l’asportazione di una cisti ovarica dovrebbe essere effettuata identificando attentamente il piano di clivaggio e rimuovendo solo la capsula della cisti, senza danneggiare il tessuto circostante. Inoltre, tecniche di controllo dell’emostasi devono essere utilizzate per gestire eventuali sanguinamenti.</p>
<p>In generale, la decisione di sottoporsi a un intervento chirurgico per l’endometriosi dovrebbe essere presa dopo una discussione approfondita con un ginecologo esperto, che possa valutare i rischi e i benefici dell’intervento sulla base della situazione specifica della paziente.</p>
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