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	<title>senologia Archivi - Fabia Mater</title>
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	<description>Una Clinica del Gruppo Guarnieri</description>
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		<title>Mammografia in Fabia Mater: quello che devi sapere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 07:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[radiologia]]></category>
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		<category><![CDATA[tiumore al seno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mammografia è un esame fondamentale per la prevenzione del tumore della mammella. Scopriamo come funziona</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabiamater.it/mammografia-in-fabia-mater-quello-che-devi-sapere/">Mammografia in Fabia Mater: quello che devi sapere</a> proviene da <a href="https://www.fabiamater.it">Fabia Mater</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.fabiamater.it/mammografia-ecografia-mammaria-e-tomosintesi/">mammografia</a> è uno strumento essenziale nella prevenzione e nella diagnosi precoce del tumore al seno. Questa tecnica utilizza radiazioni ionizzanti per ottenere immagini dettagliate della morfologia del seno e può rivelare lesioni sospette, tra cui quelle di origine tumorale.</p>
<p>L’evoluzione della mammografia negli ultimi vent’anni è stata notevole e ha contribuito a migliorare la precisione diagnostica. Inizialmente, c’era la mammografia analogica, che utilizzava lastre di pellicola per registrare le immagini. Tuttavia, con l’introduzione della mammografia digitale, la qualità delle immagini è migliorata notevolmente, consentendo una migliore visualizzazione e archiviazione delle immagini, nonché una maggiore flessibilità nella manipolazione delle stesse per scopi diagnostici.</p>
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</div>
<h2 class="wp-block-heading">A cosa serve?</h2>
<p>La mammografia è un esame cruciale per la prevenzione del cancro al seno poiché consente di rilevare anche piccole anomalie.</p>
<p>Si raccomanda di effettuare una mammografia a partire dall’età di 40 anni, indipendentemente dalla presenza di sintomi o di casi familiari, a causa dell’aumento graduale dell’incidenza del cancro al seno in questa fascia d’età. La frequenza dei successivi controlli sarà determinata dal radiologo in base alla densità del tessuto fibro-glandolare del seno, che varia da persona a persona. Nei casi in cui il seno sia particolarmente denso, si consiglia di sottoporsi a una mammografia ogni anno. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che in questi casi è efficace ridurre l’intervallo tra gli esami. Tuttavia, è importante che l’intervallo tra le mammografie non sia inferiore a dodici mesi per evitare esposizioni eccessive alla radiazione. In situazioni in cui il tessuto ghiandolare renda difficile la rilevazione di lesioni, potrebbe essere necessaria un’ecografia mammaria come completamento diagnostico.</p>
<p>Nelle donne con una densità mammaria bassa o in assenza di precedenti familiari di cancro al seno, è sufficiente sottoporsi alla mammografia e il periodo tra due esami può essere esteso fino a due anni.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Chi può effettuare l’esame?</h2>
<p>L’obiettivo principale del controllo mammografico, quando non ci sono sintomi evidenti, è la diagnosi precoce di un tumore. È stato dimostrato che la maggior parte dei carcinomi mammari diagnosticati in fase preclinica può essere trattata con successo. Al contrario, quando la scoperta avviene in uno stadio più avanzato, le possibilità di trattamento e guarigione sono notevolmente ridotte.</p>
<p>Pertanto, tutte le donne di età superiore ai 40 anni, in cui l’incidenza del tumore al seno diventa più significativa, dovrebbero sottoporsi a una mammografia.</p>
<p>La prescrizione di una mammografia per le donne sotto i 40 anni è limitata a casi selezionati, al fine di evitare l’eccessiva esposizione alla radiografia durante la vita. In questa fascia d’età, data l’incidenza molto bassa del tumore al seno, non è generalmente necessario eseguire uno screening regolare. Tuttavia, in presenza di una forte storia familiare di tumore al seno (più casi tra parenti di primo e secondo grado), potrebbe essere consigliabile sottoporsi a ecografie mammarie a partire dai 30 anni.</p>
<p>Non esiste un limite di età per la mammografia: se lo stato di salute lo permette, è consigliato continuare i controlli mammografici anche dopo i 70 anni.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Come funziona?</h2>
<p>L’esame mammografico è un procedimento breve che coinvolge l’uso di un dispositivo radiologico specializzato chiamato mammografo. Questo strumento è in grado di proiettare un fascio di raggi X direttamente sulla mammella e fornisce una valutazione della sua struttura e morfologia.</p>
<p>Il processo prevede il posizionamento della mammella su un’apposita superficie piana (il rilevatore) e la successiva compressione mediante una piastra di plastica (il compressore). Questa compressione, che dura solo pochi secondi, è essenziale per mantenere la mammella immobile durante l’acquisizione delle radiografie, garantendo così la qualità dell’immagine. Inoltre, la compressione della mammella consente di utilizzare dosi di radiazione più basse, poiché riduce lo spessore del tessuto mammario. L’esame mammografico standard prevede l’acquisizione di due proiezioni per ciascuna mammella: una proiezione cranio-caudale e una proiezione obliqua medio-laterale, ciò assicura una visione completa dell’organo.</p>
<p>Avere accesso a mammografie precedenti per un confronto aumenta la precisione diagnostica, poiché permette di identificare facilmente eventuali cambiamenti. Inoltre, la stabilità nel tempo di un reperto mammografico suggerisce la sua benignità e consente di escludere elementi sospetti.</p>
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		<title>E&#8217; attiva la Breast Unit per la prevenzione e cura del tumore al seno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 08:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[breat unit]]></category>
		<category><![CDATA[senologia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al seno]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Pasta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cancro della mammella è il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne; si stima che in Italia annualmente vengano diagnosticati oltre 46.000 nuovi casi di tumore maligno. Il Cancro della mammella è la prima causa di morte per tumore nel sesso femminile con</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>Il Cancro della mammella è il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne; si stima che in Italia annualmente vengano diagnosticati oltre 46.000 nuovi casi di tumore maligno. Il Cancro della mammella è la prima causa di morte per tumore nel sesso femminile con un tasso del 17% di tutti i decessi per causa oncologica.</div>
<div>Negli ultimi decenni si è registrato un aumento della incidenza del tumore al seno, con un incremento del 13,8% solo negli ultimi 6 anni.</div>
<div>In particolare si è evidenziato un incremento del 28,6% nelle donne più giovani di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Questi dati, contenuti nella indagine della Commissione di Igiene e Sanitò del Senato, evidenziano come questa popolazione di donne più giovani attualmente esclusa dalle campagne di screening sia esposta al rischio di tumore in assenza di prevenzione.</div>
<div></div>
<div>E’ normale che la donna noti continui cambiamenti del seno durante le varie fasi della vita: nella adolescenza e nella pubertà per il progressivo sviluppo delle ghiandole mammarie; nelle età fertile a causa delle variazioni ormonali determinate dalle fasi del ciclo mestruale durante la gravidanza e l’allattamento; infine durante la menopausa quando, a causa del crollo ormonale, il seno si riduce di consistenza e si riduce la sintomatologia specifica ma con il rischio di sviluppare un tumore maligno che progressivamente cresce con le età.</div>
<div></div>
<div>E’ bene quindi imparare a conoscere il proprio seno e verificarne periodicamente le caratteristiche:</div>
<div>
<ul>
<li>cambiamenti nelle dimensioni, contorno e posizione del capezzolo</li>
<li>comparsa di noduli, corrugamenti o increspature della pelle</li>
<li>comparsa di vene evidenti più del normale</li>
<li>comparsa di infiammazione o eruzioni cutanee</li>
<li>perdita di liquido o sangue dal capezzolo</li>
</ul>
<div></div>
</div>
<div>Oltre a questo periodico auto controllo del seno, sarebbe peraltro opportuno, anche in assenza di sintomi, effettuare una visita semestrale presso uno specialista senologo, che in base alla propria esperienza indicherà se sono necessari ulteriori accertamenti o cura. Infatti è dimostrato che un tumore di soli 10 mm inizia il suo sviluppo circa 9 anni prima ma solo negli ultimi mesi diventa evidente, e un tumore non identificabile oggi potrebbe diventare avanzato tra un anno.</div>
<div></div>
<div>Si è dimostrato con certezza che <strong>la diagnosi precoce è l’arma fondamentale nella lotta contro il tumore al seno</strong>, permettendo infatti di aumentare notevolmente le probabilità di guarigione delle pazienti, oltre a consentire interventi più conservativi ed estetici.</div>
<div></div>
<div>Si è evidenziato inoltre che le donne affette da tumore al seno che si curano presso centri dedicati (Breast Unit) hanno un 18% in più di guarigioni definitive e una migliore qualità di vita.</div>
<div></div>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/In7NeIw1hoE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div>Per tali motivi la Clinica <strong>Fabia Mater si arricchisce oggi di una <em>Breast unit</em></strong> (coordinata dal <strong><em>prof. Vittorio Pasta</em></strong> professore dell’Università di Roma “La Sapienza”) che ha come obiettivo la <strong>diagnosi precoce e la cura delle malattie sia benigne che neoplastiche della mammella</strong>, condotte secondo le più moderne linee guida accreditate.</div>
<div></div>
<div>Presso gli <strong>ambulatori della struttura si potranno effettuare visite specialistiche, ecografie e mammografie, eventuali diagnostica cito istologica, Tac e RMN</strong> ove necessario.</div>
<div></div>
<div>Gli eventuali <strong>interventi operatori verranno eseguiti dai chirurghi della Breast Unit</strong> presso la Casa di Cura Fabia Mater a <a href="https://maps.google.com/?q=Via+Olevano+Romano+25&amp;entry=gmail&amp;source=g">Via Olevano Romano 25</a> in <strong>totale regime di convenzione con SSN</strong>, e ogni singolo intervento verrà discusso collegialmente dai senologi per individuare caso per caso la strategia migliore.</div>
<div></div>
<div>La diagnosi precoce e la conoscenza della biologia e del comportamento di ciascun tumore, di eseguire interventi chirurgici sempre più conservativi, evitando inutili demolizioni ed evitando l’asportazione di tutti i linfonodi ascellari, grazie alla possibilità di individuare con la linfoscintigrafia il linfonodo “sentinella” che se indenne consente di evitare la linfectomia. Nei casi in cui la chirurgia conservativa non fosse possibile, <strong>la équipe chirurgica sarà coadiuvata da specialisti di chirurgia ricostruttiva per restituire alla donna la sua femminilità intatta</strong>.</div>
<div></div>
<div>Le eventuali <strong>terapie complementari radio e chemioterapiche saranno fornite da strutture convenzionate col SSN</strong> collaboranti con la Breast Unit.</div>
<div></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
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