Articolo del 21/07/2023

La sindrome dell’ovaio micropolicistico (PCOS) costituisce il disturbo endocrino più comune tra le donne in età fertile, con un tasso di incidenza compreso tra il 7% e il 15%. Essa può causare problemi di sterilità derivanti principalmente dalla mancanza di ovulazione, una caratteristica spesso riscontrata in questa sindrome.

Inoltre, la PCOS può portare a conseguenze a lungo termine, tra cui il diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e il carcinoma endometriale.

Le ragioni alla base dell’insorgenza di questa sindrome derivano da una combinazione di fattori genetici ed ambientali.

Ne parliamo con la dott.ssa Eleonora Sali, ginecologa della Clinica Fabia Mater.

Come si manifesta?

Il quadro clinico è estremamente variabile e va dalla completa assenza di sintomi all’irsutismo, acne e seborrea, irregolarità mestruali, obesità.

Quali sono le cause?

Oltre ai fattori genetici, sembra che sia associata anche a elevati livelli di androgeni, che possono ostacolare l’ovulazione, e a elevati livelli di insulina, che potrebbero contribuire all’aumento della produzione di ormoni androgeni.

Diagnosi

In primo luogo, è fondamentale condurre un’accurata anamnesi per raccogliere informazioni riguardo alla presenza di sintomi e al momento della loro comparsa. Successivamente, si procede all’analisi delle caratteristiche fisiche della paziente e alla valutazione dell’eventuale presenza di obesità, utilizzando l’Indice di Massa Corporea (BMI).

Nel percorso diagnostico, riveste grande importanza lo studio del quadro ormonale e l’esecuzione di un esame ecografico. In particolare, l’ecografia è caratterizzata dalla visualizzazione di ovaie ingrossate, con la presenza di numerosi follicoli il cui diametro oscilla tra i 2 e gli 8 millimetri. Questi follicoli sono disposti principalmente nella periferia dell’ovaio, in una zona sottocorticale, assomigliando a una corona di rosario.

È altrettanto cruciale valutare il metabolismo dei carboidrati e l’eventuale insulino-resistenza nel processo di diagnosi.

Come si cura?

Il trattamento della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è altamente personalizzato e dipende dai sintomi presenti e dalle esigenze della paziente. Ecco una panoramica delle opzioni terapeutiche in base ai sintomi:

  1. Per le pazienti in sovrappeso: È importante apportare modifiche allo stile di vita, cercando di ridurre il BMI attraverso una dieta sana ed equilibrata e l’adozione di un’attività fisica regolare. Questo può aiutare a migliorare l’insulino-resistenza e ridurre i sintomi della PCOS.
  2. Disturbi del metabolismo glucidico: In caso di problemi con il metabolismo dei carboidrati, si possono utilizzare farmaci come la metformina per migliorare la sensibilità all’insulina.
  3. Irregolarità mestruali: Se sono presenti irregolarità nel ciclo mestruale, è possibile considerare l’uso di contraccettivi ormonali per regolarizzare le mestruazioni o integratori a base di inositolo, che possono aiutare a migliorare la sensibilità all’insulina.
  4. Infertilità: Se il desiderio è concepire, esistono opzioni per indurre farmacologicamente l’ovulazione, spesso in combinazione con il monitoraggio follicolare ed ormonale per garantire il successo del trattamento. Questo può aiutare le pazienti con PCOS a migliorare le loro possibilità di gravidanza.

È importante sottolineare che il trattamento della PCOS può essere complesso e richiedere una gestione a lungo termine. La scelta delle terapie dovrebbe essere basata su una valutazione accurata dei sintomi e delle esigenze individuali della paziente e dovrebbe essere supervisionata da un medico specializzato in endocrinologia o ginecologia.

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